Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze

doValue, chiuso l’acquisto di Altamira due i prossimi catalyst

Istanza mancante, prova a ricaricare le istanze

Il titolo doValue (ex doBank) balza del 5,79% a quota 11,70 euro stamani in borsa dopo che ieri a mercato chiuso il cda della società ha comunicato di aver perfezionato l’acquisto dell’85% di Altamira Asset Management, uno dei principali servicer di Npl e asset immobiliari, con una presenza in Spagna, Portogallo, Cipro e Grecia. La cifra pattuita è pari a circa 360 milioni di euro, corrispondenti a una valutazione di 412 milioni in termini di enterprise value.

La combinazione tra le due società dà vita al leader del settore del credit servicing in Sud Europa, caratterizzato da oltre 650 miliardi di euro di non performing asset e da un forte interesse da parte degli investitori internazionali. L’operazione è stata finanziata con le disponibilità di cassa di doValue, oltre al ricorso a una linea di credito bancario della durata di cinque anni e d’ammontare fino a 415 milioni di euro, sottoscritta da un pool di banche italiane e internazionali, utilizzata sia per il deal sia per rifinanziare l’indebitamento preesistente.

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Banco Santander continuerà a detenere il rimanente 15% del capitale di Altamira poiché ha deciso di non esercitare il diritto di co-vendita previsto da accordi preesistenti. Contestualmente, doValue e Santander hanno sottoscritto un patto parasociale in base al quale sosterranno lo sviluppo futuro di Altamira. L’accordo prevede la possibilità per Santander, in base ad alcune condizioni e per un periodo di due anni, di vendere l’intera quota in Altamira a doValue.

doValue continuerà a beneficiare di un profilo finanziario conservativo: la leva finanziaria (rapporto tra indebitamento netto ed ebitda) è attesa pari a circa 2 volte a fine giugno e successivamente sarà in rapida riduzione (Equita stima un rapporto debito netto/ebitda a 1,5 volte a fine anno), ha assicurato la società, prevedendo che l’acquisizione abbia un impatto positivo sull’utile per azione e sul dividendo già quest’anno, mentre per il 2020 è previso un impatto positivo sull’utile per azione di almeno il 20% prima dell’impatto positivo delle sinergie.

In attesa di un aggiornamento da parte della società sulle potenziali sinergie dalla business combination e includendo il contributo di Altamira dal secondo semestre di quest’anno, le stime preliminari 2019-2020 di Equita  prevedono ricavi combined a 382-508 milioni di euro dai 256-263 milioni della società standalone; un ebitda adjusted combined a 146-202 milioni (98-104 milioni standalone); un utile netto combined a 57-91 milioni (54-73 milioni standalone); un utile netto adjusted combined a 100-140 milioni (67-73 milioni standalone).

“Confermiamo il target price a 13,4 euro sul titolo doValue e il nostro rating buy in quanto il titolo tratta a multipli attraenti, 6,3 volte il prezzo/utile 2020 e 5 volte l’enterprise value/ebitda 2020, che non scontano pienamente il nuovo profilo internazionale della società e le possibilità di diversificazione al di fuori del business degli Npl in Italia”, conclude la sim. Stamani anche Banca Akros e Fidentiis hanno ribadito il rating buy sull’azione con target price, rispettivamente, a 13,90 euro e tra 13 e 15 euro.

“Questo accordo consentirà a doValue di diventare il più grande servicer di Npl nel Sud Europa, con prodotti più diversificati e un mix di clienti. Inoltre, consideriamo positivamente il fatto che Santander abbia deciso di rimanere azionista di Altamira poiché una parte significativa del gross book value della società proviene da Santander”, si legge nella nota di Fidentiis che, in seguito alla finalizzazione di questo accordo, ritiene che i principali catalizzatori del titolo in futuro siano: “il nuovo piano industriale, che ci aspettiamo che doValue presenti a settembre, e maggiori dettagli sulla rinegoziazione del contratto con Sareb (il veicolo pubblico creato nel 2012 dal governo spagnolo per consentire alle banche di trasferire asset problematici, ndr) che scade nel 2022. Ricordiamo anche che il contratto di Haya Real Estate è in scadenza quest’anno. Questa rinegoziazione dovrebbe dare un’idea generale di come i nuovi contratti saranno strutturati in futuro”.

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