Le banche pesano su Piazza Affari, che chiude in parità

Chiusura sopra la parità per Piazza Affari, ma lontano dai massimi di giornata, con il Ftse Mib che ha archiviato la sessione a +0,09% a 21.256 punti dopo aver toccato un picco di 21.482 punti in scia ai cali sul finale del comparto bancario, nonostante uno spread a 231 punti base (241 punti base in chiusura venerdì) e i dati positivi relativi all’occupazione diramati in giornata dall’Istat. Un trend assolutamente differente da quello registrato dalle altre principali piazze finanziarie europee, visto che a Parigi il Cac40 ha guadagnato lo 0,55%, a Madrid, l’Ibex35 lo 0,77% e a Francoforte, il Dax30 l’1,02%. Mentre a Londra, l’indice Ftse100 ha messo a segno un rally dello 0,97%.

Ha tenuto banco in avvio la notizia che sabato al G-20 di Osaka il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping si sono accordati per riprendere le negoziazioni commerciali tra i due Paesi. Sul fronte dei dati macro l’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di giugno si è attestato a 47,6 punti, in calo marginale dai 47,7 punti di maggio. Il dato è inferiore alla rilevazione preliminare e al consenso, entrambi a 47,8 punti.

Entrando nel dettaglio dei singoli Stati, il Pmi manifatturiero definitivo della Francia si è attestato a 51,9 punti, in risalita rispetto ai 50,6 di maggio e marginalmente inferiore al preliminare e al consenso (52 punti). Quello della Germania è risultato pari a 45 punti, in lieve rialzo rispetto ai 44,3 del mese precedente e sotto la lettura preliminare e il consenso (45,4 punti).

L’indice Pmi manifatturiero dell’Italia si è attestato a 48,4 punti, in discesa dai 49,7 di maggio e marginalmente inferiore al consenso a 48,5 punti.

Per quanto riguarda gli Usa, il Pmi manifatturiero, nella lettura finale di giugno, si è attestato a 50,6 punti, superiore ai 50,5 di maggio e alla lettura preliminare a 50,1 punti.

L’indice Ism manifatturiero degli Stati Uniti si è attestato a 51,7 punti a giugno, in calo rispetto ai 52,1 di maggio e leggermente al di sopra del consenso degli economisti, a 51,5 punti. Sempre a giugno, il sotto-indice sull’occupazione è salito dai 53,7 punti di maggio a 54,7 e quello relativo ai nuovi ordini è sceso a 50 punti dai 52,7 del mese precedente. In rallentamento infine il sotto-indice dei prezzi, che si è attestato a quota 47,9 punti dai 53,2 di maggio.

A Piazza Affari Stm  ha chiuso in forte rialzo, +4,2%, in scia alla notizia che le società americane potranno riprendere a vendere materiali e apparecchiature high-tech a Huawei. Ottima performance anche per il comparto oil e oil service (Tenaris +2,52%, Saipem  +2,38%) grazie al rialzo del prezzo del petrolio. Si segnala poi tra i titoli industriali Pirelli  (+2,08%), Cnh Industrial (+1,35%) e Leonardo  (+1,26%).

In calo i bancari nonostante la forte discesa del differenziale Btp/Bund: Bper  -0,53%, Intesa Sanpaolo -0,77%, Banco Bpm  -1,01%, Mediobanca  -1,28%, Unicredit -1,5%, Ubi -1,62%. In controtendenza tra le mid cap Mps  (+4,45%), dopo che il cda ha deliberato di esercitare il diritto di recesso previsto dal contratto di servicing decennale stipulato con Juliet avente a oggetto l’attività di recupero di una quota significativa degli npl di gruppo.

Maglia nera tra le blue chip per Atlantia  (-3,23%), ancora al centro delle polemiche con il governo Lega-5Stelle sulle concessioni e sul suo eventuale ruolo per il saltavaggio di Alitalia, e tra le utility per Enel  (-0,23%), Snam  (-0,48%) ed Hera (-0,54%).

Sul resto del listino Safilo  ha ceduto il 5,97%. La società produttrice di occhiali ha confermato la scadenza della licenza Dior il 31 dicembre 2020.

In rialzo invece Italiaonline  (+20,26% a 2,79 euro), dopo l’annuncio arrivato nel fine settimana relativo al fatto che gli azionisti di controllo Libero Acquisition e Sunrise Investments (società entrambe riconducibili all’imprenditore egiziano Naguib Sawiris) hanno annunciato il lancio un’offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie e quelle di risparmio.

Sull’Aim Italia infine Eles  archivia la seduta con un profitto del 2,56%. La società ha depositato un brevetto nel mondo dei dispositivi a semiconduttore.